Categoria “Attività”

L’Unità malvissuta

lunedì, 21 dicembre, 2009

DA MARSALA A QUARTO

                                        Università di Catania  – Auditorium Monastero dei Benedettini –

piazza Dante – 20 gennaio 2010 ore 16

L’Unità malvissuta: Il Mezzogiorno nella crisi dell’unificazione nazionale

 Introduce

Nunzio Famoso

Preside della facoltà di Lingue e lett. Straniere

 relatore

Guido D’Agostino

 Università “Federico II” di Napoli

Presiede

Salvatore Distefano

Presidente dell’Associazione Etnea Studi Storico-filosofici

 

 in collaborazione con il bimestrale di informazione scolastica

 

SCUOLAINSIEME

 info 3200562193- 3381129674  – www.studistoricofilosofici.org

 A tutti gli alunni e i docenti che parteciperanno sarà rilasciato un attestato di frequenza

Da Marsala a Quarto

lunedì, 21 dicembre, 2009

Fra due anni, nel 2011, festeggeremo i 150 anni dell’Unità d’Italia: l’occasione per ripensare le basi fondative del nostro Paese, la sua storia recente e la sua identità nazionale. Peraltro, l’anno prossimo, il 2010, verrà celebrato il 150° anniversario dell’impresa dei Mille, che rappresentò il passaggio decisivo per raggiungere l’unità italiana: 1860 e 1861 sono ricorrenze strettamente legate che consentiranno all’intero Paese di rivisitare la storia d’Italia; del resto, pur valorizzando l’unità, intendiamo sottolineare gli aspetti critici che caratterizzarono l’unificazione: la mancata partecipazione delle grandi masse popolari, soprattutto contadine, alla lotta per l’unità e l’indipendenza e il sorgere della principale ‘questione’ della nuova Italia, quella ‘meridionale’. Il quindicinale di informazione scolastica ‘La Tecnica della Scuola’ e l’Associazione etnea studi storico-filosofici intendono promuovere un viaggio di istruzione da Marsala a Quarto, che coinvolga tantissimi studenti e docenti della Sicilia e al tempo stesso propongono che tante scuole dal resto d’Italia organizzino, tra il 2010 e il 2011, il loro viaggio di istruzione in Sicilia. Siamo convinti che docenti e studenti manifesteranno l’orgoglio e la responsabilità di partecipare ad un avvenimento storico così importante, che li farà sentire eredi di coloro che seppero fare l’Italia unita. Invitiamo, pertanto, le scuole a sostenere questa proposta aderendo al progetto “Da Marsala a Quarto”, e li sollecitiamo, per dare ancora più valore unitario all’iniziativa, a raccordarsi sin da subito con ‘La Tecnica della Scuola’ e l’Associazione etnea studi storico-filosofici affinché nella primavera del 2010 una nave di ‘nuovi garibaldini’ possa salpare dalla Sicilia e approdare a Quarto.

12 Aprile: Marsala

Incontro dei partecipanti nella scuola di appartenenza, sistemazione in pullman GT e partenza per Marsala. Incontro con le autorità e visita della città. Pranzo a sacco. A seguire incontro autorità e dibattito pubblico. Nel pomeriggio proseguimento per Palermo disbrigo delle formalità di imbarco, sistemazione nelle cabine riservate e partenza per Genova. Cena. Pernottamento.

13 Aprile: Genova

Dopo la prima colazione incontro con i professori nella sala cinema della nave. Pranzo. Tempo libero a disposizione. Alle ore 18,00 arrivo al porto di Genova. Al porto saluto delle autorità e incontro con gli studenti. Concerto di benvenuto e cena. Proseguimento negli alberghi riservati, assegnazione delle camere. Pernottamento.

14 Aprile: Genova

Prima colazione hotel. Dopo la prima colazione visita della città e cerimonia a Quarto. Pranzo. Nel pomeriggio visita dell’Acquario. Trasferimento a Torino in pullman. Cena e pernottamento.

15 Aprile: Torino

Pensione completa in hotel. Mattina incontro culturale al Lingotto. Nel pomeriggio  visita al Museo egizio

16 Aprile: Torino

Colazione e pranzo in hotel. Giornata dedicata alla visita del Palazzo Reale/Carignano e al Museo del Risorgimento. Nel pomeriggio trasferimento al porto di Genova, formalità d’imbarco sistemazione nelle cabine riservate e partenza per Palermo. Cena e pernottamento.

17 Aprile

Mattinata libera a bordo della nave. Pranzo in due turni. Alle h. 18,00 arrivo al porto di Palermo. Proseguimento in pullman GT per la scuola di appartenenza. Arrivo in tarda serata. Fine dei nostri servizi.

A proposito di federalismo

domenica, 5 luglio, 2009

A commento e in risposta all’articolo «Il federalismo italiano: autonomia territoriale o secessionismo locale?» di Rosaria Materia (Timeo, n. 2,  pp. 5 – 6), un lettore ci invita al dialogo, augurandosi, come del resto ci auguriamo noi, che altri si uniscano alle  considerazioni qui espresse, magari tra i commenti a questo post:

Nel suo molto interessante intervento dal titolo «Il federalismo italiano: autonomia territoriale o secessionismo locale?» (Timeo, n. 2, pp. 5 – 6), Rosaria Materia pare dubitare dell’opportunità di istituire un Senato ‘federale’. Se la mia lettura risponde al vero, allora mi preme evidenziare che la secolare tradizione degli Stati federalistici, o semplicemente autonomistici, insegna il contrario: la trasformazione del Senato in Camera rappresentativa delle Autonomie territoriali fornirebbe a queste una sede privilegiata ove ottenere adeguata visibilità alle istanze ed ai bisogni delle comunità, concorrendo in modo decisivo alla formazione dell’indirizzo politico nazionale e degli atti statali in grado di incidere sulle realtà socioeconomiche locali. La chiave di volta di qualsiasi ordinamento decentrato – autonomistico, regionalistico o federalistico – sta, come sostiene il prof. Ruggeri, nel trasferire la ‘periferia’ al ‘centro’, piuttosto che nel distribuire arbitrariamente ‘pezzi’ di potere centralistico agli Enti territoriali. Se invece, come auspico, l’Autrice si riferisce al rischio che sia riesumato l’ambiguo e deleterio limite dell’interesse nazionale, che autorizza Parlamento e Governo a sindacare l’opportunità delle norme stabilite autonomamente dalle Regioni, allora mi associo all’allarme. L’interesse nazionale fu posto come limite di merito, giustificato dal regionalismo rigidamente gerarchico disegnato dalla Costituzione del 1948; ma a causa della sua natura fortemente intrusiva non ebbe mai applicazione e fu surrettiziamente trasformato in limite di legittimità, talmente vago da indurre taluno a paragonarlo ad un ‘buco nero’ (Martines et al.). Alla luce della riforma operata dalla l. Cost. 3/01 l’interesse nazionale non è compatibile con un sistema di relazioni fra Stato ed Autonomie ispirato al principio della pariordinazione, che è regolata mediante la competenza statale a fissare i principi fondamentali cui deve conformarsi la potestà legislativa regionale concorrente, nonché mediante il criterio della sussidiarietà verticale. Soprattutto, l’interesse nazionale risulta assorbito dal potere sostitutivo assegnato al Governo nazionale dall’art. 120, comma 2, Cost. nei confronti delle Regioni e delle altre Autonomie al fine di garantire standards di tutela civile e sociale uniformi su tutto il territorio nazionale. Ciò è stato autorevolmente affermato dalla Corte costituzionale (sentt. nn. 303/03 e 62/05).

G.V.

Risponde Rosaria Materia:

Gentile lettore, ringraziandola per l’interesse dimostrato verso una tematica così attuale come la devolution, mi pare doveroso rispondere alle sue considerazioni in merito al mio articolo pubblicato sul numero di maggio di Timeo dal titolo Il Federalismo italiano: autonomia territoriale o secessionismo locale?.

Posto che il mio intervento non voleva essere una critica al federalismo tout court (sarebbe stato alquanto ingenuo), infatti, ho citato esempi di una tradizione italiana illustre (da Balbo a Cattaneo a Ferrari) che avrebbe potuto dare origine ad interessanti quanto “serie” esperienze di federalismo, è innegabile che parole come “decentramento” ed “autonomia” sono da ritenersi sacrosante all’interno di un ordinamento che – riprendo le parole di Ruggeri riportate dal lettore – “intende trasferire la ‘periferia’ al ‘centro’, piuttosto che distribuire arbitrariamente ‘pezzi’ di potere centralistico agli Enti territoriali”. Ciò che ho voluto mettere in evidenza è il pericolo, non tanto che l’interesse nazionale prevarichi le norme stabilite dalle Regioni, quanto che quello regionale di una certa parte dell’Italia, oggi ampiamente rappresentata in Parlamento, mascherato da interesse nazionale favorisca (come avvenne all’epoca di Cavour) alcune regioni (quelle più ricche) piuttosto che altre: a farne le spese sarebbero nuovamente le zone più arretrate (il Meridione). La proposta ITALIANA di “Senato federale” risulta contraddittoria anche perché, nel prevedere l’elezione di questo organo a suffragio universale e diretto, con sistema proporzionale, non si garantisce la rappresentanza territoriale da parte dei senatori. Anche proposte come quella di prevedere, tra i requisiti richiesti per l’elettorato passivo alla carica di senatore, la residenza nella Regione alla data di indizione delle elezioni, hanno una scarsa influenza sull’attuazione del principio della “rappresentanza territoriale”. Spero di aver chiarito il mio punto di vista, che rimane, comunque, quello di una semplice cittadina e non intende entrare nel merito di questioni tecniche alle quali potrà sicuramente rispondere esaustivamente chi nella nostra redazione possiede maggiori competenze nell’ambito del diritto.

Rosaria Materia

Conferenza su Aristotele

lunedì, 9 marzo, 2009

Istituto italiano per gli studi filosofici, in collaborazione con il bimestrale di informazione scolastica Scuolainsieme e Associazione etnea studi storico-filosofici presentano una conferenza del Prof. Giovanni Stelli sul tema:

La concezione aristotelica della politica come scienza della prassi – L’attualità di una proposta “inattuale”

1.   La politica, scienza architettonica della prassi
a) “Poiesi” e “prassi”: la posizione delle scienze pratiche, b) L’etica-politica come scienza di ciò che l’uomo deve essere.
2.   Le categorie fondamentali della politica
a) L’originaria costituzione intersoggettiva dell’uomo: “amicizia” e “giustizia”, b) La vita buona: vita teoretica e vita attiva.

19 – 20 Marzo 2009, ore 16.00 – 18.00
Liceo sociopsicopedagogico “ G. Turrisi Colonna”
via F. Filzi, 24 (piazza Montessori) – Catania

Coordinamento: Salvatore Distefano